SING DIFFERENT! L’importanza di non essere omologati a un ideale vocale

Spesso nel mercato discografico si pensa che funzionino solo un certo tipo di vocalità e di timbri e si cerca di omologare gli artisti ad  un ideale vocale predefinito.

Questo tipo di convinzione difetta da molti punti di vista.

Innanzitutto se nel mercato esiste già qualcosa di simile, perchè ripetere qualcosa che già c’è…? L’ambito artistico premia l’unicità e non l’omologazione.

In più le “mode” e i riferimenti possono cambiare velocemente e quello che oggi funziona o rappresenta un ideale, potrebbe stravolgersi nel giro di poco tempo e domani il prodotto potrebbe non risultare più vincente. Infine incarnare un ideale che non rappresenta sè stessi è frustrante e limitante per qualsiasi artista e non gli permette di crescere e modificarsi.

Inoltre a prescindere dalle opinioni su ciò che è bello o brutto, quello che funziona sempre sul palco è la verità, l’essere se stessi, presentarsi al pubblico con una versione personale del proprio mondo.

Perchè solo se siamo noi stessi riusciamo a comunicare qualcosa.

E l’essere diversi non deve essere una ricerca forzata, perchè è per natura che siamo diversi gli uni dagli altri. E’ la nostra personalità, tutto quello che siamo che condiziona il nostro essere artista.

E’ importante per un artista avere un’identità vocale chiara, che parla di sé del suo vissuto per trasmettere verità; solo se un artista accetta di essere sè stesso può diventare straordinario perchè ognuno di noi è unico e accettando questa unicità possiamo arrivare ad essere davvero comunicativi. Infatti quello che dobbiamo ricercare è un modo per trasmettere la nostra identità in modo che sia comprensibile al pubblico nella performance.

In questo senso il metodo SHEER ci permette di trovare la nostra unicità  perché ci invita invece ad esplorare una vasta gamma di colori vocali per poter comunicare a più livelli e rappresentare il nostro mondo unico trasmettendolo al pubblico.

E non significa cercare qualcosa di “costruito” e innaturale, ma al contrario dare alla nostra unicità un ruolo comunicativo.

Come un attore che, pur mantenendo la sua personalità, utilizza i suoni della voce per esprimere personaggi diversi ed emozioni differenti, anche un cantante può rimanere sè stesso e adeguare i suoni della voce alle necessità espressive emotive e stilistiche del brano che ha scelto di cantare.

Ancora più semplicemente basta pensare a come ognuno di noi nella vita modifica il suono della propria voce a seconda dell’emozione  che vuole esprimere, del momento che sta vivendo, del destinatario della sua comunicazione.

Essere diversi per essere originali e straordinari.

Ilaria Massimino

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